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Han Ka ng (Nobel 2024 per la letteratura) NON DICO ADDIO
Adelphi 2021
Han Kang (27 novembre 1970) è una scrittrice sudcoreana, Figlia dello scrittore Han Seung-won. Dopo gli studi sulla letteratura coreana all'Università Yonsei di Seul esordisce pubblicando una serie di cinque poesie nella rivista coreana Letteratura e società] nel 1993.L'anno successivo esce il suo primo romanzo, Cervo nero, al quale seguiranno altri cinque … Dal 2013 insegna scrittura creativa al Seoul Institute of the Arts. Il 10 ottobre 2024 viene insignita del Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: "per la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilità della vita umana", divenendo la prima rappresentante del suo Paese a vincere un Nobel in questa categoria.
Il Racconto Un vasto cimitero sul mare. Migliaia di tronchi d’albero, neri e spogli come lapidi, su cui si posa una neve rada. E intanto la marea che sale, minacciando di inghiottire le tombe e spazzare via le ossa. Da anni questo sogno perseguita la protagonista Gyeong-ha che, dopo una serie di dolorose separazioni, si è rinchiusa in un volontario isolamento. Sarà il messaggio inatteso di un’amica a strapparla alla sua vita solitaria e alle immagini di quell’incubo: quando Inseon, bloccata in un letto di ospedale, la prega di recarsi sull’isola di Jeju per dare da bere al suo pappagallino che rischia di morire, Gyeong-ha si affretta a prendere il primo aereo per andare a salvarlo. A Jeju, però, la accoglie una terribile tempesta di neve e poi un sentiero nell’oscurità dove si perde, cade e si ferisce. È l’inizio di una discesa agli inferi, nel baratro di uno dei più atroci massacri che la Corea abbia conosciuto: trentamila civili uccisi, e molti altri imprigionati e torturati, tra la fine del 1948 e l’inizio del 1949. Una ferita mai sanata che continua a tormentare le due amiche, proprio come aveva tormentato la madre di Inseon, vittima diretta di quel crimine. Tre donne, unite dal filo invisibile della memoria, che con determinazione si rifiutano di dimenticare, di dire addio e troncare il legame con chi non c’è più. Con la sua scrittura al contempo lirica e implacabilmente precisa, fatta di «istanti congelati in volo che brillano come cristalli», Han Kang riesce a raccontare questa pagina buia della storia, non solo coreana, consegnando al lettore un romanzo doloroso, lucido e poetico – dove la frontiera tra sogno e realtà, tra visibile e invisibile, sfuma fin quasi a svanire. Un romanzo che lei stessa ha definito «una candela accesa negli abissi dell’anima umana».
Appunti di Dario: Per carità, mette in luce una pagina oscura della storia della Corea del Sud, ma l’intonazione per i miei gusti era troppo, non so come dire, forse poetica, lirica. L’ho quindi letto per ciò che qua e là racconta più che il puro piacere di leggere. 30/60.000 civili trucidati nell’isola di Jeju considerati un covo di simpatizzanti di sinistra, interi villaggi dati alle fiamme, anche già prima della guerra. Complessivamente 2/300.000 civili passati per le armi in tutta la corea; la direttiva americana era di stroncare ogni alito che poteva sembrare di sinistra. Bastava ascoltare un comizio e tutta la tua famiglia finiva nella lista Bodo, anche i neonati e moltissimi di questa lista sono stati imprigionati , torturati e uccisi. Dai sud coreani su incitazione americana. Il lavoro sporco spesso lo facevano le squadre composte da fuoriusciti nord coreani di estrema destra. Anche dopo la guerra c’è stato un regime militare, che da una parte ha portato crescita economica, ma dall’altra è stato molto repressivo; per esempio le famiglie dei trucidati hanno potuto accedere alle fosse comuni per cercare i resti dei propri cari solo nel 1995. Non si parlava neanche di quello che era successo. Come sempre, grazie Usa.
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Carlo Levi
IL SISTEMA PERIODICO Einaudi 1975
Dalla quarta di copertina Azoto, carbonio, idrogeno, oro, arsenico... Sono ventuno gli elementi chimici che danno il titolo ai racconti di questo libro, e ventuno i capitoli di un'autobiografia che per affinità e accostamenti corre sul filo di una storia personale e collettiva, affondando le radici nell'oscura qualità della materia, raccontando le storie di un mestiere «che è poi un caso particolare, una versione più strenua del mestiere di vivere». È questo il gigantesco minuscolo gioco che lega osservazione, memoria, scrittura: ne esce ricostruita la vicenda di una formazione maturata negli anni del fascismo, poi nelle drammatiche vicende della guerra: di chi, partendo dalla concretezza del lavoro, impara a capire le cose e gli uomini, a prendere posizione, a misurarsi con ironia e autoironia. Un De rerum natura metafora dell'esistenza, in cui emergono, nel volgersi del racconto, stranezze, fallimenti e riuscite imprevedibili.
Appunti di Vittorio P. Ho riletto con grande piacere questo libro che mi era piaciuto qualche anno fa. A parte il lungo capitolo (dedicato all’Argon) in cui Levi racconta delle sue origini familiari, gli altri venti capitoli, dedicati ad altrettanti elementi chimici, sono tutti entusiasmanti, soprattutto l’ultimo in cui parla del Carbonio. E proprio questo mi ha affascinato e spinto a scrivere questa recensione. Con grandissima eleganza Levi racconta la storia di un atomo di carbonio “… Così avviene, dunque, che ogni elemento dica qualcosa a qualcuno (a ciascuno una cosa diversa), come le valli e le spiagge visitate in giovinezza: si deve forse fare un’eccezione per il carbonio, perché dice tutto a tutti…” E parte con la storia di questo atomo, delle sue molte trasformazioni, fino a incappare nella cattura dell’avventura organica, elemento chiave della sostanza vivente, poi come gas l’anidride carbonica …“entra nella foglia collidendo con altre innumerevoli molecole…L’anidride carbonica “costituisce la scorta permanente a cui tutto ciò che cresce attinge”, malgrado sia solo un rimasuglio ridicolo dell’aria lo 0,03 per cento! Di queste e molte altre evoluzioni e trasformazioni del carbonio ci racconta Primo Levi, con giochi di prestigio che vi lascio scoprire.
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GIOVEDI' 5 GIUGNO A MESTRE alle ore 17.30 PRESSO IL PARCO GIULIANO (vicino alla porta blu)
AAA (ATEO AGNOSTICO ALTERNATIVO) GRAN PIC NIC
LIBERO MA CON PRENOTAZIONE INDISPENSABILE
Oramai una consuetudine, salutarci, prima dell'estate e del Solstizio, in modo ateo e agnostico ma anche simpatico e alternativo, con un bel picnic (da seduti su un tavolo) nel parco cittadino di Mestre a Giuliano. Le nostre brave cuoche, e i bravi cuochi, sono già allertati, così come chi si occuperà della logistica e delle bibite!
Tutte e tutti possono aderire liberamente, anche i non soci, ma è importante capire in quanti saremo, per non sprecare cibo, e organizzarci al meglio, per cui la PRENOTAZIONE E' INDISPENSABILE e deve essere effettuata entro martedì scrivendo a
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(lasciando un recapito telefonico) o via WhatsApp al numero 331 1331225 del Circolo di Venezia
Sarà come sempre un simpatico ritrovo, ricco di prelibatezze e di simpatia!
PS: Il parcheggio più vicino è quello denominato porta blu, per arrivarci è necessario, poco prima della curva a destra che porterebbe al cavalcavia per Venezia, andare dritti verso punta Giuliano per poi invertire la marcia e trovare la stradina che porta al parcheggio.
Guarda i segni rossi della cartina che alleghiamo
In caso di maltempo, avviseremo tutte le persone prenotate e ci ritroveremo al coperto!
Non puoi proprio mancare.
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INCONTRO OPRGANIZZATO DALL'ASSOCIAZIONE LEGGERE PER VIVERE, PRESSO LA BIBLIOTECA CENTRO CIVICO
MERCOLEDI' 21 MAGGIO, ALLE ORE 18, SUL TERRAGLIO AL N. 43, LOCALITA' FAVORITA - MESTRE
"DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO: se non ora quando?"
La relatrice UAAR, gentilmente invitata, chiarirà cosa sono le DAT (testamento biologico), esporrà il difficile percorso della legge 219/2017, e, infine, argomenterà, rispondendo alle eventuali domande, sull'importanza della presentazione delle disposizioni stesse.
Questo il LINK per scaricare la proposta del Modulo e le relative Istruzioni per il Comune di Venezia:
L'ingresso è libero
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OLIVIERO TOSCANI E LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE
GIOVEDI' 22 MAGGIO, a MESTRE alle 18, presso il Centro Culturale Candiani, sala al quarto piano
Un incontro e una relazione qualificata, per parlare di un grande personaggio italiano entusiasta innovatore, che ha espresso con la fotografia e non solo, in gran parte del mondo, a modo suo, forse con più di qualche umana contraddizione ma sempre esposto personalmente, la libertà di espressione.
La serata sarà dedicata alla vita, e alle opere di Toscani, attraverso la regia di Cathia e le voci di Anita e Elvira (voci di carta) e Igor e Rosa, e sarà accompagnata da un'analisi, di come si palesi l'arte grazie al prof. Giuseppe Indelicato esperto in arti visive.
Un appuntamento a cui non puoi mancare.
L'entrata è libera, si richiede cortese puntualità.
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