L' Indice
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Com’era da prevedersi, pur a piccoli passi, uno avanti e due indietro, si fa sempre più evidente la volontà della ccar di ritornare ai tempi bui della Controriforma. Controriforma che ebbe il suo inizio nel XVI secolo e di cui una delle sue manifestazioni fu la pubblicazione de “l’Indice” da parte di papa Paolo VI. Indice che, per chi non lo ricordasse, era la lista dei libri proibiti alla lettura dei più e che solo pochi “eletti” potevano leggere a seguito di specifica dispensa. Tale indice era affidato all’epoca, al “Santo Uffizio”. Tale giogo alla cultura e al progresso umano proseguì.....

 

 sino al 1966 (circa 400 anni), quando fu abolito da papa Paolo VI. Ora, continuando nel suo cammino a ritroso la ccar sta ripristinando questa specie di censura preventiva, sta procedendo al ritorno di quell’istituto anacronistico ed umiliante per la persona umana alla quale si cerca di sottrarre la possibilità di scegliere anche quello che vuole leggere e, quindi, di voler limitarne l’apprendimento culturale. E non solo! Se l’ “Indice” del XV secolo era compito esclusivo del Santo Uffizio ora, regnante Benedetto XVI, i censori e le mosche cocchiere sono diventati la bellezza di 9. Perché nulla possa sfuggire ai custodi dell’ortodossia editoriale!
Vogliamo elencare questi “Guardiani della Rivoluzione” della nuova controriforma?
- Osservatore Romano – organo ufficiale vaticano
- Avvenire – organo ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana
- Civiltà Cattolica – organo ufficiale della Segreteria di Stato vaticana, diretto dai Gesuiti
- Il Regno
http://www.Korazym.org
http//www.culturacattolica.it
http://www.kumran2.net
http://blog.messainlatino.it

L’involuzione contro riformatrice messa in atto da questo papa che cosa ci deve far pensare? Possiamo, forse, pensare che la cccar si stia accorgendo di perdere seguito nell’opinione pubblica, anche a causa di quanto successo alla povera Englaro, sulle posizioni della chiesa nei confronti delle cellule staminali e tantissimi altri argomenti affrontati dalla ccar da posizioni di retroguardia? Si sta forse accorgendo che sta perdendo parte dei propri seguaci interni? Sta cercando di “serrare i ranghi” attorno al vessillo vaticano per prepararsi a nuovi attacchi nei confronti della Laicità, della Libertà, dell’autonomia culturale e religiosa dei cittadini italiani?
Se cosi fosse, questa controriforma, così come altre manifestazioni del genere, come il ritorno della messa in latino, come il continuare con la tolleranza nei confronti di Levebre, come il tentativo di recuperare, a destra e a manca, consensi dalle altre religioni, magari allineandosi su posizioni integraliste, potrebbe essere un segno del sopravanzare di posizioni di debolezza e di perdita di carisma che potrebbero contribuire ad uno sviluppo dell’affrancamento dei cittadini dalle imposizioni ecclesiastiche.
Renato Bonini

Fonte: Settimanale Panorama n° 26 del 16/07/2009