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“La religione ha contribuito alla civiltà? Non credo ci sia un solo santo, in tutto il calendario, la cui santità sia dovuta ad opere di vera utilità pubblica”.
Bertrand Russell (1872-1970), matematico e filosofo: quasi cent’anni di vita e più di cento libri scritti con passione, per i quali riceverà nel 1950 il premio nobel per la letteratura , su temi quali la logica, l’etica, la conoscenza, il linguaggio.
Un personaggio vivace e polemico e sempre coerente alle sue idee pacifiste e libertarie che gli costarono, nel corso degli anni, pesanti emarginazioni, sia come insegnante, sia come studioso.
Coerente anche con sé stesso, fino al punto di superare coraggiosamente le sue stesse teorie scientifiche aggiustandole via, via che procedeva con gli studi e le riflessioni.
Partiremo dal suo libro del 1957 “ Perché non sono cristiano”, titolo peraltro ripreso da Odifreddi per un suo recente lavoro , per parlare della sua posizione rispetto alla religione e la non credenza. Inoltre, la sua simpatica “teiera spaziale” ci spiegherà con semplicità il suo modo di concepire la conoscenza. Con il proiettore lo rivedremo, flemmatico e autorevole, in interviste d’epoca, mentre argomenta la sua posizione agnostica e lancia un appello alle future generazioni perché non si facciano mai imbrigliare la mente da dogmi, falsità, paure.
Un messaggio, quello di Russell, ancora importante e attuale, specie quando ricorda che la manipolazione del “materiale umano” è sempre in agguato da parte dei detentori del potere quali la religione, i governi, la scienza stessa, e che l’unico antidoto a questa grave degenerazione del sociale è la libertà d’investigazione e di discussione sulla base dell’esperienza del reale quale punto di partenza per ogni conoscenza che possa dirsi tale.
L’ingresso è libero
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