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Noam Chomsky, Nathan J. Robinson L’IMPERO COLPISCE ANCORA La politica estera americana e la sicurezza del mondo Ponte alle Grazie - Einaudi 2024
Noam Chomsky (Filadelfia, 1928) è il maggior linguista vivente. Docente emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo. La costante e aspra critica nei confronti della politica estera di diversi Paesi, in particolar modo degli Stati Uniti d'America, così come l'analisi del ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale mondiale.
Nathan J. Robinson (1989) è uno scrittore, commentatore politico e redattore capo della rivista progressista di sinistra Current Affairs, che ha fondato nel 2015. Nato a Stevenage, nell'Hertfordshire, Robinson si trasferì con la sua famiglia a Sarasota, in Florida, all'età di cinque anni. È diventato cittadino americano, insieme alla sua famiglia, nel 2001. Robinson frequentò la Pine View School a Osprey, in Florida, prima di frequentare la Brandeis University, laureandosi con una laurea in politica e master in politica. Robinson ha conseguito la laurea J.D. presso la Yale Law School. In seguito ha conseguito un dottorato di ricerca in sociologia e politica sociale presso l'Università di Harvard
IL LIBRO Un'analisi impietosa dell'imperialismo americano, un'opera definitiva e imperdibile Diciamolo francamente, la storia degli Stati Uniti potrebbe sembrare la storia di un Paese terrorista: dalla deposizione di scomodi governi stranieri al sostegno alle dittature più repressive del mondo, dalla palese indifferenza verso il diritto internazionale alle guerre arbitrarie dalle catastrofiche conseguenze umanitarie... Ma perché allora gli Stati Uniti vengono considerati baluardo di libertà e civiltà? Come è possibile questa dissociazione? È a domande del genere che si propone di rispondere questo ultimo libro di Noam Chomsky scritto in collaborazione con Nathan J. Robinson. Ripercorrendo la politica estera americana, gli autori da un lato raccontano in modo vivido e inequivocabile una storia di violenze e arbitri; dall’altro mettono in luce come questo cinico esercizio del potere sia sempre stato oscurato da una mitologia di autoesaltazione che vuole gli Stati Uniti come una nazione mossa da idealismo e innocenza. In questo momento l’umanità ha dinanzi a sé gravi crisi che minacciano il futuro della specie: la catastrofe climatica e una possibile guerra nucleare. Il comportamento che ci si attende dagli Stati Uniti è all’altezza delle responsabilità morali dello Stato più potente nella fase più pericolosa della storia: ne va del futuro dell’umanità. In questa sua opera definitiva, Noam Chomsky lo sottolinea con tutta la sua capacità d’analisi.
Appunti di Dario C’è davvero da indignarsi; le malefatte americane sono al di là di ogni supposizione: mi ribolle il sangue! Alla base di tutto c’è la convinzione che gli Usa devono dirigere il mondo e che il mondo deve assecondare gli interessi Usa. Gli altri e le loro vite non contano. Non male il titolo italiano, che parafrasa Star Wars, quello originale The Mith of American Idealism è meno immediato. Si può usare anche come sommario dei crimini americani nel mondo, crimini assolutamente deliberati e tutto è documentatissimo.
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