LIBERTA' DALLA RELIGIONE DEGLI STATI VS DISCRIMINAZIONI DI GENERE. ADELE ORIOLI A MESTRE 7 NOVEMBRE Stampa

   “L’Europa di chi non crede: modelli di laicità, status individuali, diritti collettivi", ed. Uaar Nessun Dogma, giugno 2019.

La laicità degli Stati come barriera alla violenza di genere, a cura di Adele Orioli

Giovedì 07 Novembre  a Mestre, ore 17.30 presso la sede del Circolo UAAR di Venezia in  Via Napoli 49/A

ll mese di Novembre è dedicato contro la violenza, in particolare quella di genere, per riflettere e approfondire una questione della nostra società che, come dimostrano i numerosi casi di cronaca nazionali e internazionali macchiati di violenza e sangue,  è purtroppo urgente ma non risolta. Una questione che ha a che vedere con i fondamenti della nostra civiltà, con l'educazione, la politica, la religione, e molto altro. Il primo importante appuntamento è presentato dalla responsabile Uaar iniziative legali, la brava e simpatica Adele Orioli,  che è intervenuta spesso nei media (libri, giornali e riviste, tv) non solo per denunciare gli attacchi contro la visione del mondo scevra di credenza in esseri superiori, ma anche per segnalare, con passione, quanto questa visione sia foriera di aspetti positivi contro i tanti oscurantismi, e contro le pessime abitudini discriminatorie, e le violenze, alle quali siamo costretti ad assistere nostro malgrado. A Mestre, Adele, presenterà il libro che ha curato per le edizioni Nessun Dogma che è una preziosa raccolta degli atti del convegno organizzato da Uaar, nel 2018, a Bruxelles presso il Parlamento Europeo. Il prestigioso incontro ha visto docenti universitari, politici e attivisti provenienti da tutto il continente interrogarsi e confrontarsi sulla libertà dalla religione, delineando i contorni, i limiti e i confini di quella libertà di coscienza che si sostanzia nella libertà di non credere.

In particolare la presentazione metterà in rilievo quanto la laicità degli Stati sia una condizione essenziale per evitare che la religione, e i fondamentalisti religiosi, dettino le loro regole che, guarda un po', sono sempre sfavorevoli alla consapevolezza e alla libertà delle donne, minando così di fatto la parità di genere.

L'entrata è libera.