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HEGEL IN SEDE UAAR A MESTRE GIOVEDI' 21 MARZO Stampa E-mail

GIOVEDI' 21 MARZO A MESTRE,
alle ore 17,30
presso la SEDE UAAR in Via Napoli 49/A
HEGEL,  Ovvero il travaglio del concetto.

Alla scoperta di un pensatore difficile,
come la sintesi della vita.

a cura di Maria Giacometti

Ecco qui un altro mostro, questa volta della filosofia, domato e padroneggiato da una bella signora che, con la sua sapienza e la sua simpatia, saprà introdurlo alla nostra conoscenza in modo garbato, gentile e inconsueto. Solo le donne sanno suonare così l'arpa della conoscenza!
L'entrata è libera! Seguirà bicchierata per la festa della primavera!
 
8 MARZO UAAR IN PIAZZA FERRETTO A MESTRE Stampa E-mail

PER LA GIORNATA DELLA DONNA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

L’8 marzo 1908 vennero bruciate 129 donne, negli Stati Uniti d’America, per l’incendio della fabbrica Cotton: erano state chiuse dentro a chiave dal datore di lavoro perché volevano scioperare.

Anche se tanta strada è stata fatta grazie alle rivendicazioni di libertà delle donne, in troppe, nel mondo risultano ancora oggi stuprate, sottomesse e non emancipate, magari perché non possono studiare, o procreare,  esprimersi, muoversi, vestirsi,  come desiderano. E, ricordiamolo sempre, la parità di genere delle donne fa fiorire tutta la società in una civiltà migliore  per tutti, contro le discriminazioni e la violenza.

L’8 marzo 2019, le donne sono ancora quelle vestite in modo succinto in televisione,  le veline che devono essere belle e  di contorno, quelle che rivestono pochi ruoli di potere, quelle che pagano la crisi economica più degli altri, quelle che vengono ricacciate a casa, quelle che studiano e sono più brave ma hanno salari e pensioni più basse. Sono le donne, che tutte le religioni, da millenni, considerano meno importanti degli uomini per poterle sottomettere in funzione del potere e della successione, in via maschile, della proprietà.

Le donne del lotto marzo 2019 (non è un errore grammaticale) devono ancora difendersi, protestare e scendere in piazza per la loro libertà duramente attaccata, paradossalmente, anche in nome della “vita” che però non è la loro. Femminicidi, violenza, sentenze che parlano di tempesta emotiva che rammenta il delitto d’onore, sono purtroppo all’ordine del giorno.

Alle donne, in Italia, spesso è ancora negata la pillola del giorno dopo dal farmacista e dal medico obiettore che osano entrare nelle sfere più intime del corpo della donna come se le abusassero; in alcuni ospedali le donne  devono partorire con dolore, senza anestesia, perché costa troppo al servizio sanitario nazionale; oppure devono attendere tempi rischiosi, e sperare di non incappare poi in un medico obiettore,  per l’interruzione di gravidanza in base alla loro scelta e in base alla legge.

A fine mese, a Verona, si terrà il congresso mondiale delle “famiglie naturali” con il patrocinio, cioè pubblicizzato e finanziato, da istituzioni come la Regione Veneto, il Comune di Verona e addirittura la Presidenza del Consiglio, e vi parteciperanno pure il ministro Fontana, il governatore Zaia, il sindaco di Verona. Peccato che i registi internazionali di questo convegno siano un insieme di associazioni religiose, pro-vita, integraliste e politico estremiste, che in nome della famiglia naturale e della tradizione, vorrebbero abolire il divorzio, vietare l’aborto, scoraggiare il lavoro delle donne e, ciliegina sulla torta, negare il reato di violenza alle donne. Ovviamente, non tollerano neppure la libertà degli omosessuali incentivando così l’omofobia e ancora altra violenza.

Poi c’è il disegno di legge “Pillon” che mira a variare fortemente le norme in vigore del codice civile e penale sulle separazioni, i divorzi e gli affidi dei figli,  introducendo la mediazione civile obbligatoria –e a pagamento- nelle controversie tra genitori, smantellando così, secondo molti osservatori, le garanzie delle donne e le tutele dei minori in favore del loro benessere.

Lotto marzo 2019 non si festeggia dunque, si sta all’erta con gli occhi e le orecchie bene aperti.

E si sfilerà invece, come tutti i giorni, si sciopera -se si può- a testa alta, donne e uomini  insieme, per difendere a gran voce i diritti conquistati, e affinché  cessino le discriminazione tra le persone e con esse la prepotenza e la  violenza.

In piazza Ferretto, l'8 Marzo, a Mestre, trovi il gazebo Uaar dalle 16.00 alle 18.30 circa.

Sempre liberi di non credere e contro le discriminazioni tutte.

Circolo UAAR di Venezia

 
PROPOSTE DI LETTURA MARZO 2019 Stampa E-mail

PROPOSTE DI LETTURA MARZO 2019

a cura di Gianni G.

FABIO ROIA - Crimini contro le donne

PAOLA COLUMBA - Il femminismo é superato FALSO!

PATRIZIA BORSELLINO - Bioetica tra morali e diritto

 
LA LIBERTA' FURTIVA DELLE DONNE IRANIANE A MESTRE GIOVEDI' 7 MARZO Stampa E-mail

Il primo appuntamento di MARZO DONNA UAAR, organizzato con Roberta, è dedicato alla libertà.

GIOVEDI’ 7 MARZO, a MESTRE alle ore 17,30

presso, e in collaborazione con, il Gruppo Lavoro di via Piave 67

"LA LIBERTÀ FURTIVA DELLE DONNE IRANIANE"

conversazione e immagini su un movimento di emancipazione, con Safa Solati

Chi ha visto il film di animazione, Persepolis, ricorderà con quanta apprensione un’adolescente iraniana racconti, attraverso i suoi occhi e le sue esperienze, il mutarsi repentino della situazione politica e sociale del suo paese dal 1978 in poi. La costrizione  e i divieti diventano presto la cornice entro la quale la ragazza dovrà muoversi, e sempre con il velo in testa!

Lanciata il 3 maggio 2014, dalla giornalista iraniana Masih Alinejad, “La mia Libertà furtiva” è la campagna online, nonostante un controllo rigidissimo di internet e dei social media, in particolare Facebook e YouTube, contro la legge sul velo obbligatorio in Iran.

Coraggiose attiviste  iraniane hanno risposto e dato vita ad un ampio movimento, inviando foto di loro stesse senza velo. Le foto sono accompagnate da messaggi di richiesta di cambiamento dell’ingiusta legge che da 40 anni limita la libertà di scelta delle donne iraniane.

Dunque, non sono solo i colori della bandiera ad accomunare Italia e Iran, anche le donne italiane, e insieme a loro molte altre nel pianeta, lottano ancora per difendere la loro libertà di scelta, sempre attaccata da coloro che le vorrebbero sottomesse, e magari pure con il velo.

La libertà è solo una parola, e anche piuttosto complessa, riempiamola insieme di contenuti partendo dalla eliminazione di costrizioni e divieti assurdi, per un mondo più giusto e felice per tutt*.

L'entrata è libera. Non mancare.

-marzo 2019-

 
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