UAAR VE - 5 APRILE MESTRE: CIACK 1968, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO
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giovedì 5 aprile ore 17,30
a Mestre in via Napoli 49/a
Sede del Circolo Uaar di Venezia

CIACK SI GIRA,
2001 ODISSEA NELLO SPAZIO
E IL MISTERO DELL'INQUIETANTE MONOLITE

Il 1968 è per noi contemporanei il simbolo di un periodo di rivoluzione, il contrapporsi al potere imposto per tradizione, e alla guerra. E' un giro di boa internazionale, ad est come ad ovest,  che porterà a molti cambiamenti in ambito sociale  e politico e alla richiesta pressante di diritti civili, di libertà sessuale, di sdoganamento dai ruoli di genere imposti. In Italia, in pochi anni, la spinta del 1968, porterà alle leggi sullo statuto dei lavoratori, sull'obiezione di coscienza del servizio militare, sul divorzio, sull'interruzione di gravidanza e a un nuovo modo di intendere l'istruzione e il rapporto tra le generazioni. In quegli anni all'Università di Trento fu coniato uno slogan tutto da interpretare,"cloro al clero", e gli studenti dell'Università Cattolica di Milano occupavano le privilegiate aule.
Nel 1968, in Italia a Dicembre, esce il film di Stanley Kubrick  "2001 Odissea nello spazio", una pellicola come non se ne erano mai viste prima, sia per gli effetti speciali che per la trama,  silenziosa, senza amore, e senza attori protagonisti. Anzi, a ben vedere, i protagonisti ci sono e si delineano  nell'inquietante e misterioso monolite nero e nel percorso dell'evoluzione umana. D'altro canto il cinema non è solo avanguardia ma è anche riflesso della società, e il chiedersi dove stiamo andando e perché non è una domanda retorica neppure oggi ma nel 1968 era fondamentale.
Per questi motivi a 50 anni dal 1968, e ora che il 2001 è alle spalle, vi riproponiamo alcune scene di "2001 Odissea nello spazio", brevi riflessioni e curiosità sul film,  ma soprattutto un dibattito su un tema che ci pare ancora interessante: cosa rappresenta il monolite nero e se e quanto il genere umano abbia ancora necessità di queste rappresentazioni esterne da sé per cercare di comprendersi.
(a cura di Cathia Vigato)

 

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