L'8 MARZO NON E' UNA FESTA, VOLANTINAGGIO A MESTRE CONTRO LE INGERENZE DEL MOVIMENTO PER LA VITA !
L'8 MARZO NON E' UNA FESTA, VOLANTINAGGIO A MESTRE CONTRO LE INGERENZE DEL MOVIMENTO PER LA VITA ! Stampa E-mail

 

L’8 Marzo non è una festa!

Ben 12 associazioni tra cui UAAR Circolo di Venezia, riunite in Venezia Laica, hanno deciso di divulgare nel territorio con le loro volontarie e volontari il volantino che vi mostriamo in immagine e proprio l'8 Marzo!

Succede che proprio il giovedì di tutte le settimane, all’ospedale di Mestre, giorno di interruzioni di gravidanza, in base alla legge 194, è stato dato ampio risalto con una vetrina, proprio nell'atrio, ad una associazione del movimento per la vita che è presente con persone e volantini per dissuadere le donne da praticare l'interruzione di gravidanza (e dalla legge 194 della Repubblica Italiana).

Succede che il Comune di Venezia delibera finanziamenti per questa situazione invece di destinare fondi alle scuole o all'assistenza delle persone indigenti.

Questo è inconcepibile! L’autodeterminazione delle donne, e una legge, vengono messe in discussione proprio in una struttura sanitaria pubblica che ha dato la possibilità al movimento per la vita di “importunare” le donne, pensate in che stato di fragilità, proprio “quel“ giorno. Donne che hanno già effettuato il loro percorso decisionale con i consultori e il personale medico e psicologico incontrato precedentemente. Donne che hanno potuto e voluto, in piena libertà, decidere.

Quella vetrina e i volontari, il giovedì, in un ospedale pubblico sono proprio un fatto grave!

Gravissimo.

Nessuna delle associazioni aderenti, e neppure UAAR, è contro la vita, ma tutte sono sicuramente in favore dell’autodeterminazione della donna che vuole, e sceglie, sulla propria pelle se affrontare oppure no una gravidanza.

Nessuna demagogia deve essere spesa, ancora, sulla pelle delle donne!

Insieme alle altre associazioni abbiamo deciso di non volere strattonare le donne in ospedale per allontanarle da quella vetrina anche se, a ben vedere, è più crudele di quello che appare, e abbiamo deciso di volantinare fuori dell’ospedale tutto il nostro sdegno.

E lo facciamo, simbolicamente, l’8 Marzo, e nei giorni seguenti perché per la donna non è ancora festa! E' rivendicazione dei diritti e nessun arretramento!