Margherita HACK a Mestre
Margherita HACK a Mestre Stampa E-mail

Venerdì 12 Novembre alle ore 17,30, presso il Centro Culturale Candiani, a Mestre, per il ciclo LE STRADE DELLA RAGIONE - si terrà un incontro con l’astrofisica MARGHERITA HACK (presidente onoraria UAAR) che ci presenterà il suo libro "Libera scienza in libero stato"

Conversazione con Margherita Hack - condotta da Giulio Peruzzi

Avremo il piacere di ascoltare e poter dialogare con una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana e internazionale e delle scienze astrofisiche. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un'importante attività sia di ricerca che di insegnamento. Ma Margherita Hack è anche un esempio per tutti coloro che sanno distinguere tra scienza, e credenza di fede. Con coerenza ha infatti sempre difeso l’autonomia dei ricercatori scientifici dalle imposizioni di qualsiasi dogma e di indirizzo religioso, viste come freni al dispiegamento libero della ragione umana. (continua su Leggi tutto)

 

Dichiaratamente atea, ma rispettosa delle credenze personali di ciascuno, da anni non fa che ribadire reciproco rispetto in Italia e nel mondo per quel 16% di non credenti spesso non considerati, quando non offesi, dalle politiche nazionali. Margherita è anche una persona che ha saputo coniugare il rigore dello studio scientifico con una innata simpatia che dispensa in centinaia di convegni, incontri, interviste anche in famosi programmi televisivi. Nel 2004 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour per la sua opera di divulgazione scientifica.

Nel suo ultimo libro “Libera scienza in libero Stato”, analizza in particolare i motivi per cui gli studenti italiani sembrino avere un gap in difetto rispetto alle conoscenze scientifiche, sul perché resista in Italia «il pregiudizio che vede nella scienza una forma di cultura minore», anche se «grandi scienziati sono stati anche profondi filosofi che hanno rivoluzionato le nostre concezioni del mondo», e non si possa francamente parlare oggi di cultura senza parlare anche di scienza.

Partendo dalla famosa frase che Calamandrei pronunciò nel 1950, e ancora oggi molto attuale : “«siete proprio sicuri che in Italia noi abbiamo la scuola laica? […] , Margherita Hack indaga sul “caso Italia”, anche con le sue esperienze dirette nel mondo dell’ università, dimostrando che uno dei freni alla conoscenza scientifica diffusa, derivi proprio dall’intervento della chiesa cattolica nella politica italiana. La Hack vede oggi con dispiacere un’Italia in declino, ripiegata su sé stessa, che non investe nella scienza, nella ricerca, nella scuola pubblica, nelle giovani generazioni, e che non è in grado di valorizzare neppure i giovani ricercatori di talento costretti ad andare all’estero.

Il suo appello: «Occorre maggiore cultura scientifica, ma in generale maggiore cultura in tutti i sensi, perché solo così si sviluppano le capacità razionali di giudizio indipendente».

Grazie Margherita!

Cathia Vigato

 

 

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