VENEZIA SEDE E IND. POSTALE Dorsoduro, 3686 (Campo Margherita) c/o Sindacato Inquilini mer. 15,30-17,30 Sportello laicità: su appuntamento martedì 17,30-19,30 - INCONTRI AL CIVICO 3687
FAVARO Via Cima Rosetta, 19 c/o Circolo Arci e PD,
MARGHERA Centro Civico via Catene 65. Sportello laicità: su appuntamento il mercoledì ore 17,30-19,30
INCONTRI SEMPRE APERTI ALLA CITTADINANZA, per date vedi Programma qui in alto. Per informazioni 331 133 1225 (no sms) oppure venezia@uaar.it
LA REGATA DEL XX SETTEMBRE
Giovedì, 23 maggio alle ore 18,00 a Venezia, presso la saletta dei Calegheri in Campo san Tomà
“La regata del XX Settembre, una regata laica ricordando la presa di Porta Pia (1870)” .
Franco Ferrari (UAAR) ci introdurrà, insieme ai qualificati interventi di Giorgio Crovato e Daria Perocco, alla conoscenza di una competizione veneziana tradizionale “la regata del XX Settembre richiama ad un periodo storico particolare, quello risorgimentale che segna in quella data la presa di porta Pia e la proclamazione di Roma quale capitale di un’Italia finalmente riunita.
La giornata del 20 Settembre fu presto annoverata tra le festività nazionali e fu così che, a Venezia, l’antica regata de Casteo, fu rinominata negli anni successivi come Regata del XX Settembre. La Regata si è tenuta dal 1887 fino al 1913, e prevedeva oltre la gara dei barcaioli, una conviviale mangiata serale. Oggi questa bella tradizione viene riproposta il primo sabato successivo al 20 settembre grazie alla Società di Mutuo Soccorso fra Carpentieri e Calafati. L'ingresso è libero e "la cosa" molto interessante!
MARTEDI' 21 MAGGIO ore 17,30 SALA CONSILIARE MUNICIPIO DI MESTRE
IL RUOLO DEL COMUNE NELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO - DAT
Un appuntamento molto importante a cui ti chiediamo di partecipare per sostenere la delibera per avere il Registro dei Testamenti Biologici a Venezia, del quale la Prima Commissione sta discutendo da quasi un anno
COSA NE PENSANO I CITTADINI CHE CHIEDONO DA ALCUNI ANNI IL REGISTRO DEI TB ANCHE A VENEZIA
Caro Comune di Venezia, cari Consiglieri e Assessori,
molti sono i cittadini, credenti e non, favorevoli alla possibilità di poter compilare un Testamento Biologico o Disposizioni (e non Dichiarazioni) Anticipate di Trattamento, indicando un fiduciario, che dia loro la possibilità di esprimere la volontà di non subire accanimenti terapeutici, come ad esempio l’alimentazione, l’idratazione e la ventilazione forzata, o di chiedere il massimo di antidolorifici, quando personalmente non potranno più farlo.
A Venezia sono state raccolte 2837 firme, tra settembre e dicembre 2012, perché il Comune di Venezia, come hanno già fatto altri comuni in Italia, istituisca un Registro per garantire la certezza del documento predisposto cioè del Testamento Biologico o DAT, ma ad oggi la proposta di delibera presentata in luglio 2012 da alcuni Consiglieri, dopo quasi un anno di discussioni, è ancora al vaglio della Prima Commissione.
Eppure i cittadini non chiedono al Comune di essere il responsabile delle loro scelte di fine vita, che sono una questione personalissima e delicata, e neppure obbligano alcuno a presentarle.
Sembra una cosa semplice: “Io faccio il testamento biologico, tu mi certifichi che è esistente e chi lo detiene in caso di bisogno. Se cambio idea lo cambio o lo annullo”.
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di Poesia Scientifica dedicato a Charles Darwin e Fotografia on line “Liberi di non credere”.
Ci abbiamo preso gusto, siamo così contenti delle speciali poesie e fotografie raccolte e qui pubblicateche rilanciamo i due concorsi anche quest’anno.
Il concorso di poesia (6° edizione) con le parole in rima, in decasillabi, o come vi vengono, per evocare l’emozione, tutta umana, della comprensione del reale attraverso lo sguardo della razionalità e della scienza. Basta inviare un file con i vostri versi per entrare nel poetico mondo disincantato ma autentico e perciò frizzante e consapevole, del concorso dedicato al grande Charles Darwin.
Il concorso di fotografia (4° edizione) con le immagini, scatti di un presente,che possono ergersi a simbolo di libertà dalle imposizioni, dalle superstizioni, dalle credenze. Fotogrammi sulla razionalità conquistata oppure sulla denuncia delle credenze. Immagini che colgono con ironia il potere dell’irrazionalità oppure con tristezza la consapevolezza che ancora in troppi “credono” senza porsi alcuna domanda. Inviateci i vostri lavori, potrete seguire il concorso e le votazioni on line, aspettando il qualificato giudizio finale della giuria.
Potete partecipare ad ognuno dei concorsi, o ad entrambi, come volete!. Sì, ci sono anche dei premi, ma soprattutto ci siete tutti voi che con le vostre opere, darete un contributo reale alla faticosa conquista della laicità.
Per leggere le informazioni sui regolamenti e come partecipare ai due concorsi clicca sulle icone a sinistra. (qui a fianco la Prima Class. al 3° concorso fotogr.)
ANCORA ARTE ALL'ATENEO A VENEZIA CON BRUEGEL, UN VECCHIO RIBELLE. IL 16 MAGGIO
Giovedì 16 Maggio, alle ore 18.00 a Venezia, all’Ateneo Veneto
Conferenza di Augusto Gentili, docente prof. Università di Ca’ Foscari su
“Saggezza popolare e ribellione politica: realismo e utopia nella pittura di Pieter Bruegel il vecchio (1525-1569)”.
Introduce Franco Ferrari - Presenta Mosè Viero (UAAR Venezia).
Un altro appuntamento con l’arte organizzato da UAAR Circolo di Venezia in collaborazione con l’Ateneo Veneto: quale miglior teatro dell’Ateneo e di un relatore qualificato come lo storico dell’Arte, il prof. Augusto Gentili dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Questa volta l’analisi verrà effettuata sulle opere di Pieter Bruegel il vecchio, un pittore fiammingo del Cinquecento al quale piaceva mettere in risalto la vita reale, soprattutto contadina, dei suoi contemporanei. Bruegel, con occhio lucido e critico, ma mai con disprezzo, ritrae l’umanità in episodi quotidiani di lavoro e di festa, riproducendone anche i vizi bassi e grotteschi, tra i quali compare la superstizione e la religiosità. I suoi quadri sono pieni di uomini, donne, bambini e animali in movimento, mai statici, quasi a dimostrare l’impossibilità, da parte del potere, di contenere un’energia di sovvertimento, di ribellione, intrinseca alla folla. Dipinti intensi, da gustare nei minimi particolari: dai dettagliati Giochi di bambini (l'opera del 1560 che vedi nella bella locandina), alla simbolica lotta tra Quaresima e Carnevale, fino ai Proverbi fiamminghi (ad esempio “riuscire a legare il diavolo con un cuscino”, o “attaccare una barba finta al Cristo”) proposti in arte figurativa. Ancora una volta un esempio di come l’arte pittorica, in un mondo in cui i media tecnologici non esistevano, fosse un modo di esprimere la realtà e di veicolare anche messaggi di contenuti politici dirompenti … Eh sì molto meglio dei TG, delle iene e delle fiction… di oggi! Non posso dirti vieni “per credere”, ops, ma vieni per vedere con i tuoi occhi alcune meravigliose opere proiettate e sentirle commentate con le tue orecchie, questo posso dirtelo, sì! Vieni! (cathia)
BONCINELLI, L'ANIMA E IL COLLO DELLA CLESSIDRA. LIBROFORUM A FAVARO
Lunedì 13 Maggio alle ore 17,30 a Favaro in Via Cima Rosetta 19, Libroforum dibattito sul libro di Edoardo Boncinelli: "Quel che resta dell’anima"
introduce Cathia Vigato
Edoardo Boncinelli è un genetista di fama mondiale, uno scienziato. Può destare perciò un certo stupore l’argomento del suo ultimo libro e cioè l’anima, ma egli chiarisce subito, nelle prime pagine, che il suo intento è quello di analizzare, da un punto di vista razionale, l’uso di un certo linguaggio per riflettere sui significati che hanno queste “parole interruttore”, parole che nascondono una forte componente ideologica. Tra citazioni di Agostino e riferimenti a Platone e a molti altri pensatori il filo conduttore di Edoardo, è la ricerca per capire se può essere chiamato anima l’impulso primario che spinge le nostre cellule alla vita oltre che alla consapevolezza del sé. L’anima, ci avverte Boncinelli, è sempre stata spiegata con una negazione: ciò che non è materiale. Ma oggi che la biologia, la genetica e la neurologia stanno spiegando noi stessi, la nostra indole, piuttosto che le nostre emozioni e le nostre sensazioni come un prodotto e un mix di scariche elettriche, enzimi, ormoni, zuccheri e quant’altro… ha ancora senso parlare di anima? E ancora, oggi che ci si sta avvicinando sempre più all’intelligenza artificiale riprodotta in un robot cosa resta di ancora “misterioso” in noi da non riuscire a duplicare perché etereo?. A bene vedere la risposta appare scontata, ma l’acuto Boncinelli ci stupisce ancora perché collega l’idea di anima alla libertà, al libero arbitrio, coinvolgendoci in un dibattito per nulla scontato sulla consapevolezza dell’uomo e sulla sua responsabilità. L’ingresso è libero, seguirà dibattito.
MESTRE VENERDI' 10 MAGGIO, CARLO FLAMIGNI: LA CONTRACCEZIONE COME DIGNITA' DELLA PERSONA
Venerdì 10 Maggio a Mestre, alle ore 17, 30 presso il Centro Culturale Candiani, “Il controllo consapevole delle nascite come dignità delle persone”. Relatore il prof. Carlo Flamigni (Fisiopatologia della riproduzione e Endocrinologia ginecologica), membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, presidente onorario di UAAR e AIED che prenderà spunto dal suo libro “Storia della contraccezione”, pubblicato dalla Dalai nel 2012. Presenta Marina Maruzzi, UAAR.
Carlo Flamigni ci introdurrà con una chiacchierata, qual è il suo simpatico stile, ad un argomento poco, o male, divulgato e dibattuto per ignoranza, superstizione, vergogna, e cioè la contraccezione e perciò anche la fecondazione consapevole attraverso il controllo delle nascite. Argomenti importanti dal punto di vista individuale, sociale ed evolutivo, troppo spesso però contenuti in ambiti diversi, quali la religione, la morale, la politica, e non affrontati scientificamente e senza ipocrisie. L’analisi verterà anche sugli aspetti più culturali e storici della questione contraccezione che investe le sfere personalissime dei diritti, come quello alla procreazione e alla felicità, e dei doveri, nel senso di responsabilità verso i figli concepiti, ma anche l’ambito dei rapporti tra i generi. L’uomo e la donna, il sesso, i figli, la loro cura, come si vede sono tutti tasselli della procreazione preminenti nella vita di molte persone. Tasselli che mettono anche in discussione i rapporti paritari tra i generi minando l’autonomia e la consapevolezza di scelta della donna perché, alla fine, è il corpo delle donne il “contenitore” delle gravidanze da controllare. Flamigni ci rivelerà aspetti anche cruenti di una storia oramai passata, almeno in occidente, grazie alle nuove scoperte mediche ma anche grazie alle rivendicazioni delle donne sempre più consapevoli, in cui si cercava di evitare la gravidanza con le erbe e con ausili meccanici. Epoche in cui si praticava anche l’infanticidio oltre che l’aborto con grandi sacrifici di donne, del loro equilibrio psichico, oppure morivano o rimanevano sterili per sempre. Poi c’erano le “streghe”, con le loro antiche sapienze, donne indipendenti, che cercavano di alleviare la sofferenza, donne però bruciate nei roghi delle inquisizioni. Saranno anche presentati i metodi contraccettivi più attuali per le coppie; si parlerà di aborto, da evitare finché di può, con l’informazione, la contraccezione, la conoscenza e il rispetto del proprio corpo; della legge 194 da far applicare contenendo nelle strutture ospedaliere le obiezioni di coscienza dei medici; della legge 40 sulla fecondazione assistita da modificare profondamente. Una serata di bella scienza che interagisce con un argomento molto umano, quello del controllo consapevole delle nascite, e che si allarga al concetto di dignità della persona, contro le arroganze permesse e veicolate dall’ignoranza diffusa.
ABORTO E EUTANASIA, quando la vita vera è profana.
Mi è balenato in questi giorni di dibattito e di raccolta firme per la liceità dell’eutanasia in Italia, un accostamento tra due battaglie per i diritti civili: quella dell’eutanasia da una parte e quella per la depenalizzazione dell’aborto dall’altra.
Entrambe le istanze esprimono unaforte richiesta di autodeterminazione, responsabilità e libertà della persona.
Le donne rivendicano la proprietà del proprio corpo, cosi come coloro che vogliono vedere riconosciuto il dirittoa poter decidere volontariamente per l’eutanasia o il suicidio assistito in caso di degrado irreversibile della loro dignità di persone.
Per le due questioni, le parti avverse –sempre le stesse- per contestare queste richieste si rifanno al concetto di sacralità della vita, un tabù inviolabile dall’uomo, e dalla donna, se non a pena di veder crollare le basi della società stessa.
Poco importa se quel tabù vale solo per gli embrioni o per le persone gravemente malate e morenti e un po’ meno per le migliaia di persone che ogni giorno rischiano la loro vita per vile denaro, per uno stipendio, o per la guerra nei paesi ricchi di risorse energetiche.
La sacralità della vita deve essere un concetto talmente astrattoed elevato che probabilmente non si può “sporcare” con le quotidiane nefandezze e le miserie terrene, è un concetto che fatica a scendere sul pratico, sul campo minato della vita profana.
Ma c’è un altro aspetto importante che vorrei sottolineare, e cioè che sia la richiesta di depenalizzazione dell’aborto, sia quella per la liceità dell’eutanasia sono riconosciute, anche da chi le richiede, come opzioni estreme e perciò accompagnate da una serie di richieste collegate e imprescindibili: per l’aborto l’educazione e la pratica della contraccezione, per l’eutanasia le cure palliative e l’accompagnamento medico, psicologico, oltre che la cura affettiva del malato, e, ci aggiungerei, anche una nuova e grande sensibilità per i temi ambientali dell’inquinamento killer e dell’alimentazione sofisticata (leggi avvelenata!).
Come dire insomma che non ci si vuole appellare alla sacralità della vita ma alla sua realtà fattadi momenti difficili, da superare, se si riesce, con l’aiuto della società civile, con la prevenzione e l’attenzione necessaria.
La realtà oggi è che i consultori sono sempre più in difficoltà, che l’entrata del “fattore economia” negli ospedali e la crisi rischiano di far diminuire drasticamente i servizi medici erogati, che alle famiglie conmalati gravi mancano gli aiuti finanziari per poterli seguire con serenità, che la prevenzione vacilla e l’attenzione ambientale e l’alimentazione sanavengono barattate con il profitto.
Le preghiere, insomma, sembra proprio non bastino, bisogna tirarsi su le maniche e usare le mani e darsi da fare con l’impegno civile e, se necessario, usare le stesse mani anche per atti drammatici quali sono l’aborto e l’eutanasia volontaria, guardando bene in faccia queste realtà così crude, queste persone coinvolte,per quello che sono, senza alcun appello all’ipocrisia.